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CSG.lab

Centro di Formazione Professionale

Un racconto per la “scuola per ognuno”

I trent'anni di ".lab" sono il pretesto che ha reso possibile il racconto ad opera di 25 grafici legati al Centro di Formazione: da guardare con attenta distrazione.

Nel calendario tredici giovani futuri grafici o illustratori hanno interpretato 13 opere d'arte.
Altri dodici grafici o illustratori affermati hanno offerto 12 loro opere come “portafortuna” per i più giovani.
Tutti venticinque sono legati a ".lab" perché ne sono o ne sono stati allievi. Alcuni lo sono in quanto docenti che hanno contribuito a rendere migliore questa scuola.
I trent'anni di ".lab" sono il pretesto che ha reso possibile questo racconto; da guardare, anche questo, con attenta distrazione.
Un particolare ringraziamento ad Alessandro Coloricchio de "La Tipografica" che ne ha reso possibile la stampa; a Vania Gransinigh per la preziosa presentazione; a Maurizio Faleschini, Alessandra Bergagna, Elena Gattari, Nicola Svetina per il coordinamento ed il tutoring; a tutte le ragazze ed i ragazzi coinvolti nel progetto che con intelligenza, creatività, tolleranza, educazione, non omologazione, hanno dato vita a questo lavoro.

  

“Ràccontàti” da trent’anni

1986-2015

Trent’anni fa Massimo, straordinario visionario ribelle, avrebbe realizzato una pagina per questo calendario. Ma la sua ribellione non è mai diventata rivoluzione e la sua rabbia non è si è mai trasformata in resistenza. Un anno fa ho spedito a Darinka (la Dari!) la copia di un’illustrazione che Massimo aveva pubblicato su un quotidiano importante della regione. Era tra le mie tante carte. Massimo l’aveva raccontata a me, Darinka e a Vittorio (il vecchietto di Trieste) stretti in quella specie di scantinato/sottoscala che era “la scuoletta” di allora. Massimo era il primo dei nostri allievi che pubblicava qualcosa d’importante. Non so dove siano (e in che dimensione) ora Massimo, “la Dari”e il “vecchietto di Trieste”, ma li ritrovo quando, entrando a scuola, ricerco quella “scuola per ognuno” di allora, dove si respirava intelligenza, creatività, tolleranza, educazione, non omologazione. Il respiro che avverto in queste opere dei “miei” ragazzi, alcuni probabili futuri grafici altri già affermati, è lo stesso di quegli anni.

Buona vita, da vivere tutta con attenta distrazione!

Oscar Serafin
Direttore didattico
di ".lab" Centro di Formazione Professionale
del Centro Solidarietà Giovani "Giovanni Micesio" - onlus

Sguardi di ieri, visioni di oggi

Una delle più precise definizioni della creatività umana spetta, sorprendentemente, al matematico e filosofo francese Jules Henri Poincaré che ebbe a indicarla come la capacità di unire elementi già esistenti con connessioni nuove, che siano anche utili. Una creazione dal nulla, dunque, è altamente improbabile: nulla di completamente nuovo può essere dato che non scaturisca dalla suggestione di ciò che esiste già e che viene interrogato dallo sguardo dell’uomo con curiosità nuova e da punti di vista inediti.
Nel campo dell’arte questo assunto si traduce in un’attenzione che sempre gli artisti hanno riservato al passato e alla tradizione che li ha preceduti, traendone spunti di ispirazione che a volte appaiono apertamente dichiarati e a volte scorrono sotterranei, agiscono in sordina e si mascherano per produrre forme nuove e nuovi linguaggi espressivi.
In questa prospettiva si pongono i lavori del gruppo di giovani graphic designers riuniti intorno alla sperimentazione intelligente di ".Lab" che alle proposte dei maestri affermati dell’immagine digitale e del disegno grafico hanno risposto con la rielaborazione / interpretazione di alcuni famosi capolavori appartenenti alla storia dell’arte moderna per attribuire il crisma della contemporaneità a opere che parevano riferirsi totalmente ad un tempo che non ci appartiene più. Si tratti di un dipinto rinascimentale o barocco rivisitato con gli occhi e la fantasia di una giovane donna e di un giovane uomo di oggi o di una rilettura di movimenti ormai storicizzati quali il Costruttivismo, il Cubismo, il Surrealismo e il Futurismo ciò che torna a fecondare la creatività è un modo pienamente contemporaneo di guardare alla realtà e all’arte, spesso attraverso il filtro di strumentazioni tecnologiche di ultima generazione. Tecniche tradizionali come la pittura o il collage si uniscono al software di un iPad per generare immagini che altrimenti sarebbero impensabili e che grazie alla rielaborazione digitale, acquisiscono l’omogeneità lucida e l’evidenza cristallina che difficilmente gli originali cui si rifanno potrebbero conservare. Più che di immagini, si tratta di visioni dell’oggi che vanno a scandire il futuro in arrivo, un futuro che ci auguriamo ricco di soddisfazioni per i giovani artisti coinvolti nel progetto e che ci accompagnerà, cadenzato dalle pagine di un calendario, lungo tutto il prossimo 2015.

Vania Gransinigh
Conservatore
dei Civici Musei di Udine

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